La città in cui sono nato e cresciuto ha circa 130mila abitanti, non è grande ma gli abitanti la chiamano manna, che in dialetto significa, appunto, grande. Da alcuni anni è un cantiere a cielo aperto, per lavori di gas, fogne, restyling delle piazze più importanti, realizzazione di parcheggi sotterranei. E scava che ti scava si trova sempre qualcosa di antico e prestigioso, così che i lavori si bloccano per mesi per capire cosa e come si può salvaguardare quello che è stato trovato, si sacrifica la viabilità in pieno centro e trovare un parcheggio diventa più prezioso della città sotterranea che sta venendo alla luce.
Gli abitanti della mia città chiamano tram quello che, in realtà, è l'autobus. E prendono la metropolitana di superficie che sarebbe il tram, perchè lo è a tutti gli effetti. Inoltre, chiamano grattacielo il palazzo più alto. Ma la mia città sorge su una collina, e fa sembrare quel palazzo di 12 piani snello di color mattone un vero grattacielo.
Da un po' di tempo in alcune stradine del centro storico, compresa quella in cui sono cresciuto e dove tutt'ora abita mia mamma, dalle 6 del pomeriggio fino a tarda notte vengono transennate perchè i locali e ristoranti mettono fuori i tavoli. E per raggiungere l'altra parte bisogna fare almeno 5 euro di benzina.
Ancora oggi, parecchi numeri civici sono quelli dell'era fascista, nonostante le leggi post regime avrebbero dovuto obbligarne l'eliminazione. E pensare che le giunte comunali che si sono susseguite negli anni sono in gran parte di centrosinistra.
La mia città sa essere anche moderna, basta girare un po' e si trovano insegne luminose particolari e scritte sui muri simpatiche e graffianti, magari vicino ad uno dei palazzi più antichi o ad una delle porte d'ingresso che risale ai primi dell'Ottocento. La mia città, in fondo in fondo, non è poi tanto male. La qualità della vita non è tra i massimi livelli ma ci si arrangia. E' anche bella.
Ma per me è sufficiente tornarci per qualche giorno in vacanza.
Scritto il 03/08/09 alle 01:44 nella My life | Permalink | Commenti (1)
Sarà antipatica, snob e magari stronza, ma l'effetto scenografico con annesse coreografie e mix dei suoi brani rendono il suo concerto inimitabile. Mancavano all'appello diecimila biglietti, ma poco importa, eravamo in quasi 60mila a goderci l'evento. Per molti non era il primo, per me lo era ed è stata un'esperienza pazzesca. Certo, io quasi 30enne e lei 50enne fa un certo effetto, chissà come sarebbe stato dieci o quindici anni fa...ma anche questo, poco importa, io sono lì e lei pure, un po' distanti ma grazie ai miei dieci decimi ho visto tutto alla perfezione.
Bellissime "Frozen" e "Devil wouldn't recognize u", riviste con sonorità diverse, ma il top è stato quando ha impugnato la chitarra e ha cantato "You must love me", all'inizio ho pensato *du palle, che lagna di canzone. Ma poi dai, grazie a quella canzone ha vinto il suo unico oscar...E così, all'improvviso, mentre canta tira fuori tutta la voce che ha in corpo e lancia un acuto che nessuno si aspettava, tant'è che per un secondo è calato il silenzio, seguito da un' ovazione impressionante. E lei sorride...ti devi aspettare proprio di tutto da Madonna. E così continua il suo viaggio musicale, con alle spalle immagini, frasi d'effetto, due ore di pura energia. Mi sono costati i biglietti, ma ne è valsa davvero la pena.
Scritto il 22/07/09 alle 22:03 nella My music | Permalink | Commenti (1)
(Boosta dei Subsonica, "XL" luglio 2009)
Quest'anno è la luce bianca in mezzo all'esperienza di morte apparente della società civile. La città è malata, lo diceva già Elio Petri per bocca di Gian Maria Volonté in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Era solo il 1970. Non abbiamo fatto un passo avanti che sia uno. La fantasia è autorizzata solo al momento di spandere fumo su temi che riempiono le mani di spine. Il popolo è minorenne. Come tale va istruito, indottrinato, guidato, preso per le orecchie e per la gola.
Davvero non proviamo nessuna vergogna?
La risposta riposa nelle azioni quotidiane di ognuno di noi, da quando saliamo in macchina e arriviamo sulle strisce senza dare la precedenza a quando non votiamo perchè tanto non cambia nulla, da quando non ci importa che un ministro della repubblica (e la r è minuscola) si pulisca il culo con il tricolore a quando non riusciamo a fare una fila ordinata davanti a uno sportello qualunque. Siamo stati retrocessi, per libertà di stampa, a un paese semi-libero, ma per favore, c'è qualcuno che se ne sia accorto?
Un numero indescrivibile di riviste politiche invitano alla rivolta, secondo il contrabbasista al potere, guidano un manipolo di rivoluzionari.
L'uso della libertà tende a fare di qualsiasi cittadino un giudice. Persino i dati raccolti e accertati dalla magistratura valgono quanto un numero di Le ore.
L'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, si dice, così diventa moralmente accettabile abdicare ai concetti chiave del rispetto dell'individuo, davvero nessuno si è rotto le palle?
Noi siamo a guardia della legge, ma non è più universale, diventa piccola come le ambizioni di tutta la classe dirigente. Così è più facile criminalizzare la piazza e sedarla acolpi di manganello.
Io mi chiedo davvero come abbiamo fatto a sperperare l'orgoglio dell'unità nazionale post guerra e a regalare una nazione intera a un manipolo di vigliacchi che si stanno spartendo la terra come le fiere le interiora di un'antilope.
Che occasione siamo stati in grado di sprecare.
Inizia un'estate di ombrelloni e vip-watching. Morfina per la nostra coscienza.
Gian Maria Volonté era più che un attore quando nel 1970 concludeva un monologo con queste parole.
Ad altri spetta il compito di curare ed educare, a noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino, repressione è civiltà.
Scritto il 07/07/09 alle 15:19 nella Attualità | Permalink | Commenti (0)
Solo l'ingresso all'anello m'ha fatto venire un brivido lungo la schiena, vedere tutta quella gente entusiasta che aspettava impaziente di sentire suonare i Depeche Mode mi ha emozionato. C'era ancora la luce quando le note di "Chains" hanno iniziato a battere alle 21 in punto, Dave Gahan è apparso in forma seppur visibilmente stanco, ma con un energia da far invidia ad un ragazzino. Subito dopo, attacca "Wrong, ed è il boato di San Siro, ancora tanta gente deve entrare allo stadio ma la musica sembra invadere la città intera. Tutti battono le mani, si muovono, urlano, intonano le canzoni, gli schermi dietro il palco proiettano immagini accattivanti di corvi, occhi giganti che sembrano scrutarti e non lasciarti un secondo, che si alternano a quelle di Martin Gore e Andy Fletcher mentre suonano.
Arriva il buio e tra vecchi cavalli di battaglia come "It's no good" e "Walking in my shoes" arriva il momento di "Peace", Deva Gahan invita il pubblico ad intonare il ritornello gridando "Peace will come to me", ma purtoppo non viene accolto come voleva, ma comuqnue uno dei momenti più belli del concerto, come Martin Gore che canta sulle note di "Home", il bis con "Personal Jesus"...insomma, un gran bel concerto, magari la scaletta poteva essere studiata diversamente, ma vedere Gahan dopo l'operazione correre e muoversi come un pazzo è sempre bello.
Scritto il 20/06/09 alle 17:40 nella My music | Permalink | Commenti (0)
Da circa tre settimane ci sono alcuni simpaticoni che si divertono a lanciare sassi dal lato della stazione centrale di Milano che si affaccia su via Sammartini, dove ci sono dei locali gay. Inutile sottolineare i bersagli, tant'è che due ragazzi sono finiti in ospedale e una decina di macchine danneggiate. Ora: tutti la chiamano gay street ma è ridicolo, i locali che ci sono fanno letteralmente cagare e le persone che ci girano non sono delle più affidabili. E chiamare così una strada che è un pisciatoio a cielo aperto, di sicuro non è un bel biglietto da visita per i turisti abituati magari alle vere gay street europee o, addirittura, quartieri gay tipo Schöneberg a Berlino o Soho a Londra. Il problema che Milano, dal punto di vista gay, sta morendo. Quella che una volta era la città-punto di riferimento del nord Italia per gli omosessuali, ora è diventata noiosa, poco sicura, non credibile...quasi ridicola. I locali chiudono uno dopo l'altro, gestiti da gruppi di persone con affari e giri strani, che non sanno attirare e tenere la clientela. Quando alcuni clienti stranieri mi chiedono cosa fare la sera, mi trovo sempre in difficoltà, non so dove mandarli perchè non vorrei che tornassero con aria minacciosa il giorno dopo a dirmi "Ma dove cazzo ci hai mandato?"...Io poi non riesco a fingere, e così faccio una risata mista tra imbarazzo e sarcasmo e dico la verità, che Milano non offre tanto per i gay, anzi offre proprio poco e nulla...
Sono qui da 7 anni oramai, già dei miei amici mi hanno detto che è cambiata tanto a fine anni 90, ma ho notato che continua a cambiare, e sempre in negativo. Ed è colpa di tutti, delle amministrazioni che non tutelano gli omosessuali e i locali, degli omosessuali che se ne strafottono nonostante facciano tanto rumore durante i gay pride, dei locali stessi che non osano ad organizzare delle serate interessanti che porterebbero ad aumentare il giro di clienti...E una città come Milano non si merita questo. Si merita molto di meglio.
Scritto il 17/06/09 alle 22:03 nella Pride | Permalink | Commenti (1)
Scritto il 12/06/09 alle 15:17 nella Pensieri | Permalink | Commenti (1)
"Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per azienda..."
Scritto il 11/06/09 alle 13:34 nella Memories | Permalink | Commenti (0)
Prima volta a Zurigo e prima volta ad una parata, di sicuro il bilancio è più che positivo, mi sono divertito come un matto. Penso ci saranno state almeno 50mila persone, che sembrano tante ma per un evento del genere di sicuro non lo sono, ma l'aria che si respirava, l'idea di camminare in mezzo a tanta gente curiosa e divertita per quel fiume di colore e divertimento, chi era lì per stare semplicemente in compagnia degli amici, chi per rivendicare i diritti civili, chi per dar risalto alla propria immagine che nella vita di tutti i giorni non viene capita o mal interpretata.
La fortuna è anche stata di aver avuto un po' di sole durante la parata, poco prima dell'inizio ha piovuto pesantemente, così come alla fine ha pure grandinato, e vedere tra gli spettatori una nonnina che sorrideva e appludiva e, poco più avanti, una donna musulmana col velo e sulle guance due piccole bandiere rainbow, beh è stato decisamente bello. Decisamente interessante anche come Zurigo abbia accolto questo evento, e dimostra come la mentalità sia nettamente aperta, poichè la città era tappezzata di cartelli, le vetrine dei negozi esponevano i manifesti, i mezzi pubblici con le bandiere della Svizzera, del cantone e quella rainbow...
Che la città abbia una lesbica dichiarata come sindaco, magari aiuta, ma la parata di sabato è stato solo l'epilogo di un mese di manifestazioni, eventi, gare sportive, mostre, che aveva come fulcro un village permanente a ridosso di una delle zone più storiche di Zurigo. Per altre foto, guardate l'album, così potrete guardare attraverso i miei occhi quello che ho visto e vissuto.
Tranne il fatto di aver dimenticato il cellulare in albergo la mattina del ritorno a Milano. Per fortuna me ne sono accorto dopo "solo" 20 km...
Scritto il 09/06/09 alle 15:59 nella Pride | Permalink | Commenti (0)
«Perché Berlusconi è il sogno dell'italiano medio, incarna l'anima profonda del Paese e l'ha allevata rendendola più triviale, più meschina e kitsch. Ecco perché dico che il problema non è lui, sono gli italiani. Non tutti per carità. Sono un 50 per cento. Ma è quel 50 per cento che lo applaude e che lo tiene lì sulla poltrona del potere».
(Dario Fo, intervista a Repubblica del 25.05.09)
Scritto il 25/05/09 alle 22:47 nella Attualità | Permalink | Commenti (11)
Da un po' di tempo ho una fissa in testa: farmi il primo tatuaggio. Mi sono sempre piaciuti, ma ovviamente sugli altri. Sarà la paura degli aghi, il fatto che poi lo dovrò tenere finchè campo...Non ho mai manifestato l'idea di farmelo, eppure da qualche mese è un pensiero quasi fisso. E quale occasione migliore se non per festeggiare i trent'anni? So già cosa fare, anche se è un simbolo molto comune, il mio ovviamente sarà diverso da tutti, da buona voce fuori dal coro quale sono, l'esclusiva sarà mia. Ho preso spunto da un disegno visto su internet, ma dovrò valutare quanto perderà di particolari con le dimensioni ridotte. E la scritta sotto. Se farlo sul braccio sinistro o di lato sulla schiena.
Tanto non vi dico cos'è finchè non lo faccio! :)
(Luka taci!)
Scritto il 25/05/09 alle 01:50 nella My life | Permalink | Commenti (8)
Ciao Monica, è passato un anno da quel maledetto giorno, qualcosa in più da quando ho sentito per l'ultima volta la tua voce, ancora di più dall'ultima in cui ho potuto abbracciarti e vedere il tuo sorriso rassicurante e vitale. Mi manchi tanto e ti porto sempre dentro i miei pensieri, quando sono un po' giù guardo la tua foto e il tuo sguardo mi aiuta a sorridere un po'. Ancora non riesco a darmi pace, sei arrivata nella vita di Antonello come un uragano che ha travolto il suo cuore, suscitando una simpatica curiosità nella nostra famiglia. Ma è bastato davvero poco per scoprire il tesoro che nascondevi, quell'affetto e la sincerità di una donna come poche.
Oggi è la tua luce ad accendersi. Con affetto, il tuo "piccolo cognatino".
Scritto il 21/05/09 alle 00:46 nella Memories | Permalink | Commenti (1)
Nonostante i suoi 84 anni, il patron di Esselunga Bernardo Caprotti continua a combinarle delle belle. O brutte, dipende da come si vuole interpretarle. Non sazio di avere la propria azienda al 23esimo posto in Italia per fatturato e al primo come grande distribuzione (nonostante sia presente in appena sei regioni), l'anno scorso querela per diffamazione una delle sue 18mila dipendenti per diffamazione, dopo che a questa poveretta le era stato negato di andare in bagno per un'intera giornata e andata in ospedale le è stata diagnosticata una cirrosi emorragica. Come se non bastasse, al ritorno al lavoro è stata aggredita da uno e così è iniziato il boicottaggio da parte di un gruppo di persone che davanti al punto vendita a Milano stracciavano le fidaty card. E così, il "buon" Caprotti compra pagine di quoitdiani minacciando di querelare chiunque danneggiasse l'immagine dell'azienda e sminuendo l'accaduto.
Ma anche il figlio Giuseppe non sta attraversando un bel periodo. Per chi non lo sapesse, papà Bernardo è un gran simpatizzante della destra, ultra conservatore. Tempo fa Giuseppe avrebbe voluto acquisire l'intera società, ma il padre s'è rifiutato.M a anche i ricchi piangono, soprattutto quando si ritrovano uno degli eredi ad avere inclinazioni sinistroidi, attivisti dell'ambiente e dalla parte dei lavoratori. Sia mai! Quindi, prima lo licenzia insieme a qualcun'altro, così quasi preso a caso, e poi lo estromette dalla successione di una delle più ricchesocietà per azioni a livello europeo.
Caro nonno Bernardo, vista 'età permettimi di chiamarti nonno, ma non ti sembra di esagerare? Anch'io sono di sinistra eppure quando sono capitato per caso in uno dei tuoi supermercati mi sembrava di essere Alice nel paese delle meraviglie. I prezzi che hai tu in confronto a quelli delle Coop rosse sono imbattibili, e un po' mi rode, però dai, tuo figlio nonostante magari ogni tanto vada a farsi una birretta al Leoncavallo non puoi punirlo così pesantemente. Su, dai, rispolvera le vecchie foto ingiallite e guardale insieme a Giuseppe, una lacrimuccia ti scenderà e stai tranquillo che quel terreno che hai acquistato sette anni fa per farci l'ennesimo supermercato, alla fine sarà tuo. Alla faccia delle Coop rosse che ne hanno acquistato uno adiacente per impedire la costruzione del tuo superstore. Anche perchè se ancora hai il vizietto della bustarella da dare alle Fiamme Gialle, con i tempi che corrono non ti sarà tanto difficile.
Con "affetto", eh!
Scritto il 14/05/09 alle 21:44 nella Attualità | Permalink | Commenti (0)
Campionare il rumore di una vecchia stampante Epson e farne un pezzo drum & bass non è roba da tutti...tanto meno da persone normali. Non a caso questo dj londinese nella sua pagina di myspace dice "we can be weirdos... just for one day".
Scritto il 08/05/09 alle 01:29 nella My music | Permalink | Commenti (0)
Credevo che la prevendita dei biglietti per il concerto dei Massive Attack iniziasse a mezzanotte, ma siccome alcune volte do per scontate delle cose...scopro solo quasi un'ora che inizia domattina alle 10. Eh vabbè. Sarà che nonostante i primi sintomi da allergia, dentro sento l'adrenalina a mille. Non lo so... saranno i trent'anni che si avvicinano rapidamente, che mi fanno reagire. Sarà che sono stato per troppo tempo troppo preciso non solo nel modo di pensare ma anche di vestire...e complice un "ragazzo attempato", mi sono reso conto che indossando un paio di air max 90 bianche e i giusti pantaloni di tuta non ho nulla di invidiare al mio vicino di casa che è un gran bono. Nonostante abbia 8 anni meno di me. C'ho messo più di un quarto di secolo a capirlo ma meglio tardi che mai. Sarà il discorso che ho fatto col mio capo l'altra mattina, fresco di ritorno da un viaggio a Lisbona che mi dice:"Sei mai stato?" "Ma io in verità non ho mai viaggiato...a parte la Svizzera e una volta in un paese sperduto delle colline dell'entroterra francese..." "Eh ma dai qualche weekend l'avresti potuto fare" "Beh, col lavoro che ho sempre fatto, ho lavorato tutti i sabati degli ultimi 9 anni e tre domeniche al mese in media..." "Beh però adesso che hai il sabato libero, poi magari qualche volta ti faccio sostituire una domenica sera..." Mannaggia quando mi serve un registratore non ce l'ho mai...
E così la mia testa si mette in moto...e pensa e pensa... *Attento però che se pensi come tuo solito, devi dire e poi fare...Quindi cerca di non pensare, così stai zitto ed eviti di fare danni come tuo solito!
...
Non ci riesco...esplodo.
*Cazzo però Angelo, ci sono persone dieci anni più piccole di te che hanno girato mezzo mondo e tu hai appena varcato le Alpi? No no, non ci siamo...Ora che sei in una città che ti permette di spostarmi piuttosto facilmente, datti una mossa...
Ho passato le ultime sere a vedere vari eventi in giro per l'Europa, e visto che anche l'ormone ha iniziato ad impossessarsi di me, la prima tappa sarà Zurigo. Vabbè ancora Svizzera, ma almeno è un cantone tedesco. Il 6 giugno c'è la parata dell'Europride, con tanto di feste e robe varie. A fine giugno c'è la Christopher Street Parade a Berlino...ma quella è ancora da vedere...Poi a luglio 10 giorni del mio mare che non vedo da due anni non me li toglie nessuno...E il mio amico Marko che da un anno trasferito a Barcellona continua a chiedermi quando vado a trovarlo...
Non so se riuscirò a dormire, mi sento come un bambino che dovrà partire per la sua prima gita. Ma chi voglio prendere in giro, sono 'sti cazzo di (quasi) trent'anni che non mi fanno chiudere occhio!
Scritto il 08/05/09 alle 01:20 nella My life | Permalink | Commenti (4)
Scritto il 17/04/09 alle 20:55 nella Ridere | Permalink | Commenti (0)
Scritto il 17/04/09 alle 09:47 nella Ridere | Permalink | Commenti (1)
Tra le tante cose che dovrei fare in casa, oggi è toccato a ripulire le credenze della cucina. Fare un po' di ordine, buttare eventuali cose scadute o aperte chissà da quanto...tra le varie cose, c'era anche il panettone delle Tre Marie del cesto natalizio, che non ho mai aperto perchè fuori c'era la foto in miniatura del dolce con i canditi. Che sono l'unica cosa dolce che proprio non riesco a mangiare. Pensavo di regalarlo a qualcuno, ma poi è rimasto lì, tra il cotechino (sempre del cesto, scadenza ottobre 2010), e il purè Pfanni. E oggi, andando a scovare la data di scadenza, ho lanciato il "porca troia" che non sono riuscito a dire domenica mentre cadevo dalle scale, non perchè fosse scaduto il 31 marzo, ma perchè quel panettone non aveva i canditi. Insomma, care Tre Marie, la prossima volta mettete la foto giusta fuori dalla confezione.
Grazie.
Scritto il 14/04/09 alle 22:11 nella My life | Permalink | Commenti (1)